Vivere con un genitore narcisista

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Il genitore narcisista, compete costantemente col proprio figlio e  difficilmente accetterà di essere in secondo piano. Ad esempio, se in una situazione sociale i presenti si complimentano per un successo riportato dal figlio, il genitore prima o poi interverrà per sminuirlo o ridicolizzarlo.

Ogni volta che il figlio cercherà il papà o la mamma per condividere un pensiero, un’emozione, una preoccupazione, si sentirà regolarmente non considerato e svalutato. Difficilmente riceverà calore, riconoscimento, amore.

Il figlio deve essere sempre a disposizione, pronto ad assecondare le richieste del genitore, perché quello che il papà o la mamma vuole in quel momento è legge.

Se proverà a contrastarlo, opporsi, affermarsi, il suo genitore reagirà con violenza, rabbia, e determinazione perché non tollera che il figlio sia autonomo e competente.

Cosa sperimenterà questo bambino? La solitudine e la tristezza di quando si desidera profondamente un contatto e un’intesa ma si sperimenta sistematicamente il disinteresse e la trascuratezza. I bambini sono tenaci, provano e riprovano, ma alla fine si scoraggeranno. La speranza è che ci sia qualcuno vicino a loro che sappia invece dare quelle attenzioni, quei messaggi che dicono: esisti, ti voglio bene, sei speciale, condizioni indispensabili per una crescita sana.

A volte i genitori narcisisti portano in terapia il proprio figlio perché ha manifestazioni di ansia, è oppositivo e in qualche caso ostile. Un lavoro complesso con questi bambini perché i loro genitori difficilmente riconosceranno le proprie responsabilità nel provocare il malessere del figlio e ancor meno accetteranno di mettersi in discussione.

La terapia in questi casi deve inizialmente aiutare il bambino a riconoscere che non c’è niente di sbagliato in lui e che i suoi sintomi dipendono da quello che succede in casa. Capita infatti che questi bambini si sentano inadeguati, incapaci, sbagliati, tanto da non meritare l’amore di un genitore.

Successivamente i bambini vanno aiutati a riconoscere le difficoltà comunicative e relazionali del genitore narcisista. I bambini sono straordinari e spesso riescono a comprendere i loro genitori, più di quanto si possa immaginare.

Alcuni di loro se ne fanno  una ragione, comprendono le difficoltà della mamma o del papà e trovano il loro modo per mantenere comunque un legame, per quanto malato e bislacco, che comunque è preferibile al di niente. Devono però imparare a non farsi carico dei problemi del genitore e a mantenere la loro integrità.

Qualche altro bambino non riesce a fare questo, sceglie uno dei genitori, quello che sente più protettivo, e costruisce in modo brusco, o nel tempo, una chiusura e un allontanamento che lo protegga dal dolore.

Con qualche bambino ci siamo dovuti salutare, prima della fine del nostro percorso  perché era davvero difficile, per il genitore narcisista, comprendere come la psicoterapia non trasformasse il suo bambino nel piccolo accondiscendente e servizievole che desidera e pretende. Rimane l’esperienza di quei pochi incontri e la speranza che, per quanto breve, questo percorso abbia lasciato un po’ di calore e fiducia.

Vivere con un genitore narcisista

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