Prendersi cura dei bisogni degli altri. E a me quando penso?

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Paola è particolarmente capace a indovinare i bisogni degli altri. Attenta all’analisi dei minimi dettagli, intuitiva, pronta ad agire, in genere fa la cosa giusta. Il suo è un impegno continuo che non le permette mai di abbassare la guardia. Non riesce a rilassarsi, non ha mai tempo per sé, sempre preoccupata di accontentare gli altri, non si diverte mai e arriva alla sera esausta. Il suo intuito è diventato la sua trappola e ora non ne può più. Perché succede tutto questo?

Perché da piccolina la mamma di Paola era molto instabile, con continui cambiamenti d’umore e scatti di rabbia improvvisi. Cosa può fare una bambina di  5/6 anni per non spaventarsi ed evitare che accada qualcosa di terribile? Paola era una bambina molto attenta, ha imparato a prevedere le possibili reazioni della mamma e a  fare tutto il possibile per non farla arrabbiare. Una decisione molto saggia per la sua giovane età! Ma la nostra mente, quando trova una soluzione intelligente, la ripropone, in automatico. Così Paola, ormai adulta, continua a comportarsi con i familiari, amici e colleghi di lavoro come ha imparato da bambina, come se ci fosse sempre un’emergenza. Anche se ora non c’è nessun pericolo.

Ora questo suo modo di fare non le sta più bene. Tante volte vorrebbe dire la sua al lavoro, ma non ce la fa e gli altri se ne approfittano, sanno che lei è sempre disponibile e lasciano a lei tutte le incombenze, chiedono e pretendono. Paola c’è sempre per i suoi amici, lo sanno bene tutti che si rivolgono a lei quando hanno un problema pratico da risolvere o hanno semplicemente bisogno di parlare.  Come fare a dire di no? A casa si fa in quattro per accontentare le richieste di figli e marito. Se qualche volta ha provato a dire: “Sono stanca, non posso” i suoi ragazzi l’hanno guardata stupiti e perplessi, come a dire “Ma come,  hai sempre fatto tutto per noi,  cos’è questa novità? Tu sei la mamma!”

Prendersi cura dei bisogni degli altri. E a me quando penso?

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